Bassa Stagione

La domanda di ottobre

Chiudere o restare aperti

Quasi tutti la decidono a sensazione, di solito dopo una brutta settimana. È una decisione da quattro o cinquemila euro, e si può calcolare in un pomeriggio.

Restando aperti, da novembre a marzo
Utenze con il locale acceso4.100 €
Un dipendente part-time, cinque mesi9.800 €
Merce, sprechi compresi7.200 €
Manutenzioni che si fanno comunque1.500 €
Totale costi aggiuntivi22.600 €
Chiudendo
Utenze minime, contatore attivo900 €
Nessun personale0 €
Riapertura: pulizie, collaudi, prima spesa2.400 €
Clienti persi che non tornano a maggioda stimare
Totale3.300 €

Il numero che conta

La differenza fra le due colonne è 19.300 euro. Diviso per centocinquanta giorni di apertura, fa 129 euro al giorno di incasso in più solo per pareggiare — al netto, quindi circa duecentotrenta di scontrino con un margine del cinquantacinque per cento.

La domanda quindi non è «conviene restare aperti?», ma «faccio duecentotrenta euro di scontrino un martedì di gennaio?». A quella, la risposta la sapete già.

Le tre cose che spostano il conto

Il locale è vostro o in affittoSe l’affitto si paga comunque, la colonna «chiudere» perde il suo vantaggio principale e spesso il conto si ribalta.
Il personale è fisso o stagionaleUn dipendente a tempo indeterminato costa anche a gennaio. In quel caso restare aperti è quasi sempre meglio che pagarlo per stare a casa.
Quanto vale la presenzaAlcuni clienti d’estate arrivano perché vi hanno visti aperti a dicembre. Non lo mettiamo a bilancio, ma lo scriviamo a margine.
Sedie accatastate davanti a un locale chiuso

Il conto sul vostro locale

Lo facciamo in un incontro solo, con le vostre bollette e il vostro registro di cassa davanti. Se avete già il piano dei dodici mesi, questo calcolo è compreso e non costa nulla.

180 €

da solo, un incontro di due ore

0541 743266
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